HANOI 30 aprile 2025
Gli occhi neri del bambino guardano avanti curiosi mentre tiene il dito della mamma, che invece cerca i suoi, facendo un gesto di vittoria: sono sulla rotaia, il treno passerà tra poco, tutti e due hanno sulla guancia un cuoricino rosso con una stellina gialla, che è la bandiera del Vietnam: il bimbo sventola anche timidamente una bandierina.
Benvenuti a Train Street ad Hanoi, sicuramente la via più famosa della città e più amata dai turisti, che aspettano il passaggio dei treni tirandosi i tavolini dei bar sulle ginocchia, tra una consumazione e l’altra. Il divertimento, suggerito dai camerieri, è lasciare i tappi della birra Hanoi sulle rotaie, che verranno schiacciati al passare del treno e poi portati a casa come souvenirs.
Oggi in Vietnam è un giorno speciale, ad Hanoi si festeggia anche così la celebrazione dei 50 anni dalla fine della guerra con gli Stati Uniti, che portò alla riunificazione del Paese: migliaia le persone che hanno trascorso la notte accampate per le strade di Ho Chi Minh City, la ‘vecchia’ Saigon, dove è andata in scena una spettacolare parata militare. La gente, travolta dalla festa, sui volti aveva dipinta la bandiera vietnamita.
I turisti, a conoscenza o meno della ricorrenza (il primo atto della riunificazione del Paese risale al 30 aprile 1975) arrivano in Vietnam e rivivono la storia : il Vietnam del Nord, guidato dai comunisti, liberò Saigon, la capitale del Sud del Paese appoggiata dagli Stati Uniti, che venne poi ribattezzata Ho Chi Minh City, in onore del leader che portò alla vittoria: nella guerra, in vent’anni, persero la vita circa 3 milioni di vietnamiti (tra cui 2 milioni di civili) e 60mila americani, molti dei quali giovani soldati dell’esercito. Ferite ancora vive, ma il Paese ha guardato avanti e oggi si mostra accogliente, dinamico e sorprendente, mentre vive un vero e proprio boom turistico (presenti tutte le nazionalità, moltissimi i giovani, il turismo maggiore sembra essere quello proveniente dal Sud dell’India, anche per vicinanza geografica tra i due Paesi: e sono proprio gli indiani a sostenere che ‘ qui c’è molto da imparare….’)
Ce ne accorgeremo andando su e giù per il Paese, venti giorni alla scoperta del Vietnam da Hanoi a Ho Chi Minh City, passando per città imperiali di Hue e Hoi An e dalla magica Danang Beach, divenuta famosa perché i soldati americani ci andavano a fare surf , e oggi amata per il parasailing.
Hanoi si lascia scoprire poco a poco passeggiando: una metropoli che, nonostante le dimensioni ha mantenuto quasi le caratteristiche di una realtà di paese più autentica: ma quello che colpisce è il calore delle persone. Per il viaggio abbiamo scelto di alloggiare nelle homestay, la soluzione più economica ma con un ottimo rapporto qualità-prezzo, che consente inoltre di avere un contatto diretto con le persone del posto. Ad Hanoi abbiamo così avuto il piacere di cenare più volte con loro, abbiamo assaggiato specialità (ad esempio una carne di maiale arrosto simile alla nostra porchetta, anche se con taglio diverso, ma il ricordo più buono è il pancake allai banana…) , ricevendo i consigli migliori per nostre escursioni al Nord: si perché la homestay era anche un’agenzia di viaggio (quella di Saigon ospitava invece un centro estetico, e per entrare e uscire di notte bisognava legare un lucchetto a una catena…).
LA MAGIA DI HALONG BAY
Chi visita il Nord non può perdere Ha Long Bay (possibilmente con una crociera 5 stelle lusso, il prezzo è abbordabile e si può provare l’ebbrezza di fare il bagno in una vasca con vista mozzafiato), è un luogo fatato dove il tempo sembra essersi fermato: l’aria immobile, l’acqua color smeraldo, le migliaia di isole calcaree con le numerose grotte… il nome in vietnamita significa “ dove il drago scende in mare” e non ci vuole nemmeno troppa fantasia ad immaginarlo. Sceso e rimasto lì per sempre.
….E QUELLA DI NINH BINH, UN PARADISO FLUVIALE
Altro posto magico Ninh Binh nella regione del Delta del fiume Rosso, pagaiare ore sul fiume è stato una esperienza fantastica. Sono le donne in genere a guidare, anche con i piedi, le barche che scivolano sul fiume , facendole entrare nelle grotte più spettacolari: proprio a Ninh Binh abbiamo deciso di aspettare il treno notturno per Hue e nella homestay che ci ha ospitato , per ingannare l’attesa di ore, abbiamo scoperto come una famiglia del posto vive con i propri bambini in un’ oasi di bellezza e di pace assoluta.
HUE E HOI AN, LE DUE CITTA’ IMPERIALI: MA LA SORPRESA VERA E’ DANANG
Col treno notturno, peraltro affollatissimo di turisti, arriviamo alla cittadella imperiale di Hue, circondata da un fossato e da spesse mure di pietra: la città, dal 1802 al 1945, fu sede della dinastia Nguyen e capitale nazionale; attrae subito con la bellezza del Perfume River e della barche Drago che solcano il fiume, si rivelerà una città dai gusti raffinati con un bellissimo mercato pieno dei colorati e gustosi frutti tropicali del Vietnam.
Con il famoso trenino panoramico, lasciamo Hue diretti a Danang.
A Danang le giornate trascorrono pigre sulla bellissima spiaggia bianca di My Khe, davanti un piatto di seafood e dietro la brezza delle palme: di notte la città si anima, con l’happy hour dei locali sulla spiaggia ma anche con le attrazioni sul lungo fiume, la più famosa il drago che sputa fuoco e acqua sulla folla…..
E mentre ti chiedi come sarà tra dieci anni Danang (una nuova Dubai? Si costruisce anche qui a tutte le ore… ) , vieni catapultato nella magia senza tempo dell’antica Hoi An, la città delle lanterne sull’acqua, attraversata dai canali, ex città portuale ed antico crocevia di traffici sul mare, con il celebre ponte giapponese coperto da una pagoda dove i turisti fanno la fila per fare la foto.
LA GRANDE METROPOLI, LA VECCHIA SAIGON
Se un viaggio è fatto di incontri, è nella via più elegante di Ho Chi Minh City, Dong Khoi Street , nota per le boutique di lusso , l’architettura francese coloniale e i caffè più ‘in’ della città , che incontro un ‘collega’ vietnamita di Eni , a cui racconto la mia storia di giornalista all’Agenzia Giornalista Italia e che mi spiega di lavorare nel campo della logistica, mostrandomi il suo tesserino. Eni è presente in Vietnam dal 2013 e opera in 5 blocchi nell’offshore del Vietnam centrale: faremo una foto con alle spalle la celebre Saigon Opera House, poi il ‘collega’ mi accompagnerà nella più famosa walking street della città, Nguyen Hue, indicandoci un ristorantino niente male. Alla fine della strada scorre il fiume Saigon e con meno di un euro, sul waterbus divenuto molto gettonato dai turisti, è possibile fare una crociera vedendo lo skyline della città da una prospettiva meno caotica e decisamente diversa: si perché a Saigon attraversare la strada e camminare anche sui marciapiedi è veramente una impresa!
Ma Saigon è anche un incontro ravvicinato con il passato della guerra in Vietnam: al Museo dei residuati bellici – si lascia il distretto 1 per arrivare al distretto 3 – colpiscono carri armati e aerei in cortile, bombe e munizioni nelle teche del museo, ma la cosa che arriva più diretta al cuore sono le foto dei più famosi reporter di guerra che mostrano lo strazio di chi quegli eventi li ha vissuti: c’è la fila di giovani davanti a “Napalm girl” la celebre foto del reporter Huyunh Cong Ut (Nick Ut) , vincitrice di premi internazionali di fotografia incluso il “World Press Photo”. Molti di questi giovani hanno fatto come noi l’escursione ai tunnel di Cu Chi, dove il nemico americano si combatteva sgusciando sotto terra e mettendo in atto arcaiche ma efficaci trappole mortali. Dai tunnel della guerra al Delta del Mekong, per godere ancora degli splendidi paesaggi del Vietnam: scivolare sul fiume e sentire solo il rumore dell’acqua, in mezzo a una vegetazione che sembra senza tempo.
…Ma il tempo purtroppo è passato, ed e’ già ora di salutare il Vietnam e Saigon, resta il ricordo di un’altra celebre walking street, Bui Vien, nel cuore del distretto 1, dove il futuro è già arrivato.
Testi e foto di Annarita Incerti – giornalista professionista, già responsabile sede Agi ER
