Quality over Quantity: lo stile italiano e il movimento Slow Food come modello di sostenibilità agroalimentare

Si è svolto oggi presso Casa Italia ad Hanoi l’incontro dal titolo “Italian Lifestyle and Slow Food Movement: Quality over quantity”, un momento di dialogo e confronto che ha riunito rappresentanti istituzionali, accademici e operatori del settore agroalimentare italiano e vietnamita. L’evento ha rappresentato un’importante occasione per riflettere sul valore della qualità, della sostenibilità e della cooperazione internazionale nel sistema alimentare contemporaneo.

Alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Vietnam, S.E. Marco Della Seta, e di autorevoli esponenti quali il Dr. Pham Ngoc Mau, Deputy Director General del Dipartimento di Cooperazione Internazionale del Ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente del Vietnam, Ms. Bich Pham e il Prof. Marco Abbiati, co-fondatori della Slow Food Community di Hanoi, insieme a Mr. Tomaso Andreatta, Vice Presidente della Fondazione Italia-Vietnam, Mr. Giordano Emo Capodilista, Vice Presidente di Confagricoltura, e Mr. Federico Vasoli, Presidente della Camera di Commercio Italiana in Vietnam (ICHAM), si è sviluppato un dibattito ricco di contenuti e prospettive.

Al centro della discussione, il principio guida dello Slow Food: “quality over quantity”. Un paradigma che valorizza il ruolo dell’artigianalità, della filiera corta e della produzione responsabile, promuovendo un sistema alimentare basato su tre pilastri fondamentali: cibo buono (di qualità), pulito (sostenibile) ed equo (accessibile a tutti). Nato nel 1989 come movimento globale per la tutela delle culture alimentari locali, Slow Food ha trovato negli ultimi anni un terreno fertile anche in Vietnam.

Particolarmente significativo è stato il percorso della Slow Food Community di Hanoi, attiva da cinque anni e nata nel 2020 grazie al sostegno dell’Ambasciata d’Italia. La comunità ha promosso iniziative volte a valorizzare prodotti locali come riso, funghi e ananas, sviluppando collaborazioni con università – tra cui la HUS e istituzioni accademiche internazionali – e con il settore imprenditoriale.

Un ulteriore punto di attenzione è stato dedicato al Milan Urban Food Policy Pact (MUFPP), che oggi coinvolge circa 340 città nel mondo e propone un quadro di 37 azioni per lo sviluppo di sistemi alimentari sostenibili, articolate in ambiti chiave quali governance, equità, produzione, gestione degli sprechi, distribuzione e nutrizione. In questo contesto, il Comune di Milano continua a rappresentare un attore di riferimento, mentre la Slow Food Community di Hanoi ha sostenuto diverse città e province vietnamite nell’adesione al patto, favorendo l’accesso a conoscenze e buone pratiche attraverso piattaforme digitali e programmi formativi.

Tra le iniziative future, è stato presentato il programma Slow Food Farm 2026-2030, volto a rafforzare le partnership con le aziende agricole e a promuovere modelli produttivi sostenibili e innovativi.

Un focus rilevante è stato inoltre dedicato al contributo del sistema italiano, in particolare al modello dei consorzi e al ruolo di CSO Italy, impegnata nello sviluppo di collaborazioni internazionali per il superamento delle barriere fitosanitarie (SPS). Attraverso l’impiego di tecnologie avanzate nei processi di selezione, confezionamento, conservazione e logistica, l’Italia si conferma un partner strategico in grado di garantire elevati standard qualitativi lungo tutta la filiera.

Di particolare rilievo è stata anche la partecipazione da remoto di Mr. Valtiero Mazzotti, rappresentante di UNITEC Italia S.p.A., e di Mrs. Simona Rubbi, Head of International and Institutional Relations di CSO Italy. I due interventi hanno offerto una panoramica concreta e aggiornata sull’innovazione nel settore agroalimentare, evidenziando come le tecnologie avanzate applicate alla selezione, distribuzione e conservazione dei prodotti rappresentino un fattore chiave per garantire qualità, efficienza e sostenibilità lungo tutta la catena del valore.

Dall’incontro è emersa con chiarezza una direttrice di sviluppo condivisa: il Vietnam guarda all’Italia non solo come a un modello culturale e gastronomico, ma anche come a un fornitore di competenze tecniche e macchinari avanzati, fondamentali per la modernizzazione del settore agroalimentare.

La giornata si è conclusa con un messaggio forte e coerente: investire nella qualità, nella sostenibilità e nella cooperazione significa costruire sistemi alimentari più resilienti, inclusivi e capaci di generare valore nel lungo periodo. Un obiettivo che Italia e Vietnam sembrano oggi sempre più determinati a perseguire insieme.